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Il progetto del Comune di Roma: un esperimento riuscito
Il successo della sperimentazione a convalidato l'ipotesi e spinto l'Ufficio Tempi e Orari
ha sviluppare l'esperienza, invitando le associazioni di volontariato interessate a presentare
progetti relativi all'organizzazione di BdT nelle diverse parti della città.
Ha avuto così inizio un periodo diffusione del progetto, con l'adesione successiva
di varie associazioni e l'apertura di BdT in quasi tutti i Municipi di Roma.
Le associazioni impegnate nel progetto hanno deciso di costituire una associazione
cittadina di "secondo livello", per coordinare l'attività comune, conciliando l'autonomia e
le capacità progettuali delle singole organizzazioni con l'obiettivo di fornire alla
cittadinanza un "servizio" con caratteristiche sufficientemente omogenee. Con la creazione
dell'Associazione delle BdT di Roma nel 1999 (trasformata nell'associazione di volontariato
Coordinamento delle BdT di Roma nel 2003)
si è realizzata una grande banca del tempo, con tanti "sportelli" in tutta la città.
A quel punto l'amministrazione cittadina ha potuto considerare conclusa con successo
la sua azione "maieutica", pur continuando a seguire con interesse il progetto e a sostenerlo mediante
convenzioni con il Coordinamento, che consentono di coprire la maggior parte delle spese vive.
La banca del tempo di Roma costituisce ormai una realtà autonoma, radicata nel territorio, dinamica e propositiva,
che nel secondo Piano dei tempi e degli orari della città (2005) è in grado di offrirsi
come una risorsa su cui la città può contare.
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