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Le banche del tempo in Italia: una storia di donne, ma non solo.
Benché le banche del tempo che si sono poi rapidamente diffuse in Italia presentino notevoli differenziazioni,
il filo comune che le lega è costituito da questo principio, espressione soprattutto della volontà di valorizzare
del lavoro di cura, fuori dai meccanismi di mercato, ma superando la concezione di attività gratuita, dovuta,
legata ad una presunta funzione "naturale" della donna. Un'altra caratteristica comune sta nell'importanza
attribuita all'obiettivo di favorire la creazione di legami sociali, che spesso tende a sopravanzare le
finalità più strettamente "utilitaristiche".
Un ruolo importante per la diffusione delle BdT è stato svolto "Il cittadino ritrovato", un organismo nato
da un accordo tra l'università di Siena e dal sindacato CGIL come centro di documentazione sui servizi
pubblici innovativi, che alla fine del 1995 ha costituito un osservatorio nazionale sulle BdT, Tempomat,
con il compito di diffondere le informazioni in merito a questi progetti, raccogliere i dati sulle esperienze
in atto, dare suggerimenti per la creazione di BdT, organizzare convegni.
Secondo l'ultimo censimento effettuato da Tempomat nel 2002, quando ha cessato l'attività, le banche
del tempo in Italia sarebbero 266, alcune delle quali con più sportelli e le persone coinvolte sarebbero circa
venticinquemila. In una realtà dinamica come quella delle BdT i dati però fanno presto ad invecchiare.
Recentemente il sito di Tempomat è stato riattivato, ma queste rilevazioni non sono state aggiornate.
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Attualmente si sta costituendo una rete nazionale delle banche del tempo, con lo scopo di creare
dei collegamenti sistematici tra quelle già esistenti e di sostenere lo sviluppo di esperienze
di questo tipo. L'iniziativa è stata promossa da un gruppo di BdT, tra cui quella di Roma, in occasione
del convegno organizzato dalla BdT di Alì Terme nel giugno 2004 e ad essa hanno aderito quasi tutte
le BdT italiane nel corso della Festa nazionale delle Banche del Tempo, organizzata a questo scopo a settembre
dello stesso anno dal Coordinamento romano.
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