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Le banche del tempo in Italia: una storia di donne, ma non solo.
Nel mondo del lavoro si sono affacciate proposte e sperimentazioni di part time, di alternanza tra periodi
di formazione e periodi di lavoro, di riduzione dell'orario di lavoro settimanale, di concessione di congedi
per motivi personali o di impegno sociale, di opzioni flessibili del tempo di lavoro, tra cui banche delle
ore(dette anche conti tempo), ovvero la possibilità che un(a) dipendente lavori fuori orario quando serve e può,
usufruendo in modo concordato di questo monte ore per le sue esigenze. In particolare tale forma di flessibilità,
da prevedersi con accordi contrattuali locali sottoscritti da imprenditori e sindacati, è stata largamente
ostacolata sia dalle resistenze della parte dei datori di lavoro, sia dalla rigidità degli accordi nazionali
che lasciano pochi spazi alla contrattazione nei luoghi di lavoro.
Alla fine del decennio scorso un'importante riconoscimento dell'esigenza di conciliare i tempi del lavoro
retribuito e delle attività di cura familiare e misure concrete in tal senso sono venuti dalla L. n. 53/2000,
emanata significativamente l'8 marzo ed elaborata dalla ministra Livia Turco. La legge, intitolata Disposizioni
per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il
coordinamento dei tempi delle città, tra l'altro recepisce la Direttiva europea 96/34, segno dell'attenzione
anche in sede europea al tema della conciliazione dei tempi, come parte integrante dell'obiettivo
dell'occupabilità femminile, che costituisce una delle priorità nelle strategie comunitarie per lo
sviluppo economico e sociale.
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Con la legge 53 (conosciuta comunemente come legge sui congedi parentali) si passa dalla concezione della
tutela della madre lavoratrice a quella della promozione della condivisione del lavoro di cura tra i genitori,
riconoscendo ad entrambi il diritto di astenersi dal lavoro per occuparsi dei figli e prevedendo sovvenzioni
per le imprese che applicano accordi contrattuali per la flessibilità dell'orario di lavoro.
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